Attraverso l’amicizia tra Mary e Meriem, il libro di Francesca Bellino indaga una pagina centrale della storia delle due sponde del Mediterraneo

“Dedicato a tutte le donne che sono partite”, il romanzo di Francesca Bellino Sul corno del rinoceronte (L’Asino d’oro edizioni) è una storia ambientata tra Italia e Tunisia che parla di libertà e di dittatura e ruota attorno all’amicizia tra Mary, giovane antropologa italiana, impaziente e vogliosa di entrare in contatto con le culture straniere, e Meriem, tunisina, immigrata in Italia per amore e in fuga dal patrigno autoritario. 

Fermamente convinta che “solo le rivoluzioni interiori possono portare alle rivoluzioni di piazza”, l’autrice colloca le storie delle due donne a cavallo della rivolta tunisina esplosa tra fine 2010 e il famoso 14 gennaio 2011, giorno in cui il presidente Ben Ali lascia il paese. Buona parte delle vicende si svolgono all’indomani alla cacciata del dittatore, primo giorno di libertà del paese dopo 23 anni di autoritarismo. 

Molto diverse tra loro ma accomunate dallo stesso coraggio, le due protagoniste cercano e trovano, ciascuna a suo modo, la propria identità e la propria affettività. Attraverso la loro conoscenza e i loro cambiamenti, l’autrice fa emergere aspetti insoliti dell’attualità dei loro paesi di appartenenza e della cultura arabo-islamica da una parte e italiano-cattolica dall’altra.

Sul corno del rinoceronte, infatti, è anche un esempio di letteratura-ponte in cui è centrale il tema dell’incontro tra persone provenienti di culture diverse, e in questo caso anche tra due paesi come l’Italia e la Tunisia legati da scambi secolari, in cui l’essere migrante è raccontato frantumando ogni stereotipo diffuso dai mass media.

Il romanzo rientra nel genere cosiddetto road novel. Racconta un viaggio da Roma a Kairouan, città natale di Meriem, fatto in taxi da Mary che attraversa parte del paese in una giornata eccezionale, vissuta in bilico “tra festa e protesta”. 

“Una storia raccontata con la suspense e i tempi di un film”

Nicoletta Tamberlich – Ansa

“L’autrice muovendosi sapientemente su piu’ piani, operando uno slittamento continuo tra presente e passato, ci racconta la storia di un’amicizia tra donne, ma anche quella della scoperta personale dei propri limiti e desideri. Soprattutto ci racconta un paese, prima durante e dopo la rivoluzione”

Stefania Parmeggiani – La Repubblica 

“Una storia che, come una matrioska, nasconde al suo interno tante piccole sotto-storie, tutte necessarie alla composizione del quadro”

Il Foglio

“Un romanzo che ci ricorda che la Storia è maestra di vita”

Antonio Angeli – Il Tempo 

“Francesca Bellino ha uno sguardo profondo sul mondo arabo. Azzeccata la metafora del rinoceronte”

Amara Lakhous, scrittore

“Cos’è un rinoceronte? Un animale furbo e prepotente; un patrigno-padrone o il capo di una nazione ingiusto e autoritario? Per Mary e Meriem è tutte e tre le cose assieme. E domarlo, fuggire dal suo corno e dalla sua ombra equivale a crescere e cambiare vita”

Antonella Vicini – Reset 

“Si legge tutto d’un fiato quest’intenso racconto in cui convivono vita e morte, tristezza e allegria, e che riserva un clamoroso colpo di scena finale”Michael Braun – Internazionale